Matrimonio e Coronavirus: annullare o rimandare?

Matrimonio e Coronavirus: annullare o rimandare? Quali sono le conseguenze giuridiche delle nostre scelte?

Cari lettori, in questo periodo di grave emergenza sanitaria le giovani coppie che hanno scelto di sposarsi nella primavera – estate 2020 sono messe spesso di fronte ad un bivio: annullare o rimandare il matrimonio?

Le conseguenze delle scelte sono sempre molteplici, anche dal punto di vista giuridico. Lo scopo di questo mio articolo è infondere in voi un pizzico di ottimismo, arricchito da qualche consiglio pratico per permettervi di non rinunciare al vostro sogno.

Il mio parere è sicuramente rimandare la cerimonia e non annullarla, e ciò per due ragioni. In primo luogo, se possibile, è sbagliato rinunciare al proprio giorno, magari pianificato da diverso tempo e con grande dispendio di energia.

In seconda battuta il settore del  wedding, come tutti i settori economici e produttivi in questo momento, sta subendo gravi perdite, pertanto non annullare la cerimonia permetterà a chi lavora in questo ambito di andare avanti, e contribuire alla progressione del Paese in questo drammatico frangente.

Detto questo, nell’ipotesi in cui, magari per svariati problemi personali, non si possa programmare una nuova data quali saranno le conseguenze giuridiche dell’annullamento delle nozze?

Tutti i futuri sposi stipulano dei contratti con i fornitori e questi potranno essere sciolti per impossibilità sopravvenuta della prestazione. Difatti, attualmente, in tutto il territorio nazionale è vietato celebrare cerimonie religiose o civili, per cui un matrimonio fissato in questo periodo non potrà essere celebrato, né tantomeno quindi si potrà festeggiare o eseguire anche solo riti simbolici, essendo precluso ogni tipo di assembramento.

In questo caso gli sposi, essendo l’impossibilità causata dal fatto di terzi, ovvero provvedimenti legislativi impeditivi delle celebrazioni, potranno risolvere il contratto ai sensi dell’art. 1463 c.c. per impossibilità sopravvenuta della prestazione e richiedere la restituzione di eventuali somme già versate.

Diverso potrebbe essere il caso di chi avesse definito una data, poniamo nell’estate 2020, stabilendo un prezzo per la prestazione, questo prezzo però, proprio a causa dell’emergenza sanitaria, potrebbe subire variazioni.

Facciamo un esempio per capire meglio, due sposi decidono di convolare  a nozze  nel giugno 2020, stabilendo con il ristoratore un prezzo di € 150,00 a persona per il pranzo.

 Nel frattempo, non per colpa del ristoratore, il costo delle materie prime e del loro trasporto aumenta esponenzialmente e pertanto lo stesso è costretto a ridefinire il prezzo del menù, aumentandolo ad € 180,00 a persona.

In una circostanza come questa, gli sposi potrebbero richiedere la risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta ai sensi dell’art. 1467 c.c., senza l’applicazione di alcuna penale. 

In ogni caso, in detta ipotesi suggerirei agli sposi di non annullare il ricevimento, semplicemente trovare una soluzione con il fornitore, scegliendo un menù più semplice ed economico, che permetta loro di non sforare il budget di cui dispongono.     

Tutto questo per rassicurarvi del fatto che organizzare un matrimonio  o un’unione civile ( per cui valgono le medesime considerazioni) è possibile! 

Sono certa che tutti i fornitori saranno ben lieti di venirvi incontro in modo da permettervi di realizzare il  vostro sogno.

Leave a Comment:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *